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mercoledì 12 febbraio 2014

TT 2014: Michael Dunlop nel road racing con BMW


Notizia giunta a ciel sereno, similare a quando annunciò la scelta di mettersi in "stand by" per quest'anno. Michael Dunlop è tornato nuovamente in sella, pronto a sfrecciare tra le strade inglesi del road racing (più la trasferta asiatica di Macao) in questo 2014. Michael, figlio di Robert (fratello di William, altro pilota del road racing) e nipote del leggendario Joey, ha siglato con BMW Motorrad UK per correre con la S1000RR, moto che il pilota inglese non ha ancora provato ma non sembra affatto impensierirlo.
Non è un caso l'impegno di BMW in veste ufficiale al Mountain, visto che quest'anno ricorrerà il 75° anniversario dell'ultima vittoria dei bavaresi alla competizione mannese aggiudicata da Georg Meier nel 1939 con una RS 255 Kompressor da 500cc. In poche parole, BMW vuole ottenere grandi risultati per quest'anno ed ha deciso di puntare su quel Dunlop che stupii tutti nella scorsa edizione del Tourist Trophy con quattro vittorie su cinque e l'aver sfiorato la Senior TT dopo la lotta con quella leggenda di John McGuinness: speriamo che entrambi riescano nel loro intento.


lunedì 27 gennaio 2014

Rolex 24 Daytona 2014: Action Express Racing i vincitori assoluti della 52a edizione



Joan Barbosa, Christian Fittipaldi e Sebastien Bourdais. Questi sono i tre nomi dei vincitori della 52ma edizione della Daytona 24h; o meglio (visto che il main sponsor è tornato in voga negli ultimi anni) della "Rolex 24 Daytona 52th".
L'equipaggio franco - brasiliano è giunto al traguardo del prestigioso, seppur movimentato, evento endurance al limite; beffando i rivali del team di Taylor Sr. di appena 1"5 sulla dirittura d'arrivo. Tale volata è dovuta al fatto che, dopo un incidente nel finale di gara, l'intera carovana è stata costretta ad accodarsi dietro la pace - car fino a dieci giri dalla fine. A completare il podio l'equipaggio compagno di squadra dei vincitori, giunti sempre a 695 giri di gara come i duellanti citati in precedenza.
Il successo così è andato alle "Proto - 'Vette" DP, le proto di casa GM che sul catino della Florida la fanno sempre da padrona (visto che non possono partecipare in altre competizioni della stessa IMSA causa divergenze tecniche).
Intanto Bourdais, già noto per il suo passato in Formula 1 con una Toro Rosso ancora alle prime armi, conquista la sua prima vittoria in tale evento: lo stesso movimentato dall'incidente accaduto verso le prime tre ore di gara, dove il nostro Matteo Malucelli e Memo Gidley sono rimasti coinvolti.
Dallo Halifax Hospital giungono notizie rassicuranti già da stamane, con l'equipe medica che ha sottolineato alla stampa la situazione salutare dei piloti: coscienti già dall'arrivo e collaborativi con lo stesso staff(Gidley è stato sottoposto ad un'operazione per ridurre le fratture di gamba e braccio sx).
Giallo invece per la 458 Italia #555, accusata in un primo momento di una condotta di gara irregolare, penalizzata ingiustamente e giunta a metà schieramento a causa della stessa punizione. A vincere, momentaneamente (salvo ricorso da parte del team citato in precedenza), la GT3 RSR di Tandy, Liez, Pilet davanti alla Z4 GTE di Auberlen, Priaulx, Hand.
Prossimi aggiornamenti, specialmente per la vicenda nella classe GT, verso le prossime ore.






martedì 14 gennaio 2014

Dakar 2014: stage 8 auto/camion

Due MINI in volata tra le auto


Cinque MINI Countryman nelle prime sei posizioni. E' questo il risultato principale della tappa boliviana.
Nasser Al-Attiyah è il vincitore di questo stage 8, con il qatariano che si è aggiudicato la vittoria assoluta di giornata. Alle sue spalle Peterhansel (+1'12") e Carlos Sainz (+2'36"). L'iberico, alla guida del SMG Buggy, ha rovinato la festa in casa BMW; dove si poteva assistere a cinque MINI nelle prime cinque posizioni. Nani Roma rimane leader, anche se il distacco in classifica su Peterhansel comincia ad assottigliarsi sempre più.
Karginov vince tra i camion ed affibbia cinque minut su De Rooy, l'attuale leader della generale giunto al secondo posto stavolta. Terzo posto per Sotnikov (+6'55"), davanti al ceco Loprais (+8'00") ed il suo Tatra.

+Dakar - The Ultimate Rally Race 

venerdì 10 gennaio 2014

People

Mirko Bortolotti: talento nostrano


Novembre 2008. Tre giovanissimi piloti giunsero a Maranello, invitati dalla Ferrari per provare la F2008 sul circuito di Fiorano. Non erano tre adolescenti qualunque; erano i primi tre classificati nel trofeo F3 Italia, in visita a Fiorano come vacanza-premio per il risultato ottenuto. Veloci e professionali, a proprio agio con l'ambita monoposto. Uno riesce a primeggiare su tutti, siglando il record sul giro: è Mirko Bortolotti.
Trentino, classe 1990 e tra i più talentuosi piloti italiani dell'automobilismo odierno.
Dopo l'exploit sul catino emiliano, Mirko passò sotto la lente d'ingrandimento di case e talent scout più volte. Pilota della Red Bull Junior Team (2009), Ferrari Driver Accademy (2010) e giovane tester per Toro Rosso (2009), Ferrari (2010) e Williams F1 (2011).
Non sono mancati i successi durante l'arco della carriera. Si laurea campione di Formula 2 nel 2011, prova la brezza delle ruote coperte nel ADAC GT Masters con il team BMW Schubert e torna a conquistare l'iride nella scorsa stagione del Megane Eurocap Trophy: campionato che viene disputato con un prototipo a ruote coperte che ha ben poco della berlina francese.
Non gli è andata bene l'esperienza in GP3 nel 2010, unica pecca nel suo palmares.
Talento ne ha da vendere, peccato che ancora non approdi nella massima serie: la stessa carente di piloti tricolore da quasi due anni e dove sembra contare più "la valigia" che il potenziale.
Auguri Mirko per i tuoi freschi ventiquattro anni e per le prossime stagioni.










sabato 4 gennaio 2014

Superbike


Tissot-Superpole 2014: sapore di MotoGP


"i primi venti classificati nel combinato delle sessioni di libere 1, 2 e 3 accederanno alla Superpole.
I migliori dieci dei tre turni di libere prenderanno direttamente parte alla Superpole 2, mentre i classificati dall'undicesimo fino al ventesimo posto dovranno disputare la Superpole 1 e, per i primi due di questo frangente di qualifica, passare alla seconda fase."
Non è (solo) il regolamento attuato da Ezpeleta nel corso della stagione 2013 per la classe regina, ma quello della Superpole per la categoria massima delle derivate di serie.
Il WSBK comincia ad entrare sempre più nell'ottica Dorna e lo fa dai turni di qualificazione.
Più un "copia e incolla" che una novità: visto che la formula è identica a quella attuata nella MotoGP.
Ne sono cambiate di regole in questi anni, forse troppe. Non ci sono più i Flamini, ne la Infront. Adesso c'è il colosso spagnolo che - con una manovra del genere - sembra voler cominciare a sopperire uno dei campionati più belli di sempre, a vantaggio della loro creatura; mista tra prototipi ed ibridi dei due, dal nome di CRT.
La più bella vista finora? Quella del giro secco.
I piloti avevano a disposizione un solo tentativo, dove davano il massimo per un buon piazzamento. Non era detto che il migliore lo fosse anche in gara, quindi si assisteva a qualche sorpasso in più. Era buona per i privati e le wild- -card perché, oltre a divenire protagonisti per un solo giro (mettendo in mostra i loro sponsors), potevano avvantaggiarsi di qualche errore o caduta da parte dei top riders. Poi c'era il commento di Giò di Pillo, passato in forza su Eurosport con Ringo ed il preparatissimo Toti. Memorabile il suo "mette in crisi la ciclistica".
Insomma, la nuova SBK sembra sprofondare sempre più in basso; e la dimostrazione viene dal commento del ragioniere Fantozzi in merito alla nuova Tissot-Superpole.





giovedì 26 dicembre 2013

Legends

McLaren e Le Mans: amore a primo run


L'azienda inglese è nota più che altro come storica rivale del Cavallino Rampante non solo nel Circus della Formula 1. Finora ha prodotto un paio di modelli stradali e si sta accingendo a presentare la P1: erede della F1. 
Un ruolo stretto per la nuova arrivata, visto che dovrà puntare su quella che fu - con molta certezza - la migliore supercar dal '93 fino ai primissimi del terzo millennio.
Progettata da quella mente diabolica di Gordon Murray, caratterizzata dalla particolare guida centrale e l'omologazione triposto, la F1 fu un prodotto eccellente sotto l'aspetto da fuoriserie e non solo. 
Non era dotata semplicemente di prestazioni da capogiro. Era una vettura vincente nelle competizioni di tutto rispetto.
Non lo dimostrò con i comunicati stampa: lo fece con i fatti.
Le Mans 1995: vittoria della vettura di Woking al debutto. La triade del Kokusai Kaihautsu Racing, formata da Dalmas, Letho e Sekiya, si aggiudicò la prestigiosa endurance a primo acchito. Altre vetture della stessa Casa colsero il terzo, quarto e quinto posto.
Umiliarono le prototipo, fecero molto di più con la concorrenza di classe.
Vetture come la Ferrari F40-LM, la Porsche GT2 e la Nismo GT-R LM non ebbero scampo nemmeno nel Global GT Series; anche li l'inglese afflisse un dominio schiacciante con 10 vittorie su 12.
Un po' per le recenti normative tecniche emanate dalla FIA ed un po' per le novità da parte della concorrenza, non andò tanto bene nelle edizioni successive.
Prese paga dalle GT1 di Zuffenhausen nell'anno successivo e dovette accontentarsi del gradino più basso del podio. Trionfò nel '97 con la versione a coda pronunciata solo nella classe GT1, giungendo alle spalle della TWR - Porsche appartenente al glorioso Team Joest e condotta da Kristensen, Johansson ed il compianto Alboreto (di cui riporto il servizio qui).
Eccellente il 4° posto del '98 dietro i prototipi e le GT di nuovissima concezione, che segnò l'ultima partecipazione in forma ufficiale. BMW aveva in serbo il prototipo LM-V12 per il '99; Mercedes, Nissan e Porsche delle GT1 talmente evolute da sembrare più dei prototipi che altro.
La tecnologia andò sempre più avanti, la concorrenza investiva sulla maratona francese e la F1 divenne obsoleta nel giro di quattro edizioni. Le stesse in cui accumulò successi e sconfitte. Ciò non significa che il De la Sarthe fu ostico nei confronti della velocissima vettura britannica che mise in atto le sue capacità, compresa la resistenza. McLaren e Le Mans ebbero un rapporto unico in quegli anni, tanto da essere paragonato ad una storia sentimentale perché fu "amore a primo run".