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domenica 16 febbraio 2014

Internazionali d'Italia: conquista estera a Montichiari nell'ultima tappa


Erano presenti le alte sfere di EICMA ed il mitico Giovanni Di Pillo in questa terza ed ultima prova degli Internazionali d'Italia 2014, pronti a chiudere un campionato "d'entrata" con qualche vittoria tricolore. A Montechiari ha vinto Paulin, il transalpino che l'anno precedente aveva impensierito i fans del nostro Cairoli con alcune vittorie in successione. Vittoria davanti a Van Horebeek nella MX1, stessa cosa nella Elite davanti al connazionale Frossard.
Alla punta di Kawasaki ha portato bene la trasferta toscana, la stessa in cui ha visto terminare il sette volte campione del mondo terminare ai piedi del podio. Complice un tentato attacco all'esterno di Philliparts, la mancata intesa con lo stesso tracciato ed il non aver preso parte alla gara della MX1, Cairoli ha concluso in quarta posizione.
Nella MX2 il successo è giunto da parte di Tonus, svizzero ma anch'esso pilota Kawasaki. Il vincitore è giunto in solitaria sul traguardo davanti ai francesi Ferrandis e Charlier, entrambi in bagarre per il secondo posto fino all'arrivo. Migliore degli italiani è stato Lupino, giunto in ottava posizione.
Vittoria patriottica a metà nella 125, dove Ravera ha conquistato la vittoria in gara 1 e l'olandese Pootjes in gara 2. Degna di nota la prestazione di Riccardo Righi, tornato alle gare dopo otto mesi d'assenza ed autore di un terzo e secondo posto in gara 1 e 2.
Adesso la carovana composta dai "pesi massimi" del mondiale MX si sposterà a breve in Qatar, visto che la prima prova si terrà a Doha il primo marzo in notturna.




giovedì 23 gennaio 2014

Mercato moto 2014: Ducati Monster 1200, via alla produzione.




L'avevo vista di presenza lo scorso novembre al polo fieristico di Rho (MI), accennato qualcosa nel servizio d'anticipazione al mercato 2014 riguardante le due ruote ed ora, uno dei prodotti di spicco dell'industria italiana, è pronto per valicare le porte degli esclusivi Ducati Store.
Il Monster, prettamente maschile come precisa la Casa, è pronto alla produzione in massa e vedrà il debutto presso i Ducati Store dal prossimo mese di marzo.
Questo è ciò che è giunto dal comunicato ufficiale della Casa di Borgo Panigale, dove, oltre alle (già note) specifiche tecniche, viene riportato il debutto presso la rete commerciale.
La nuova creazione di Ducati aveva già fatto parlare di se quando, lo scorso novembre, fu presentata al polo fieristico di Rho (MI) nel bel mezzo di EICMA.
Vista di presenza, salta all'occhio la nuova linea: minimalista ma con qualche punto "aggressivo".
Prende poco dai modelli di gamma inferiori, se non qualche peculiarità irrisoria.
Il serbatoio è più ampio di 4 L (ora è da 17,5), gli scarichi doppi sono posti lateralmente e non più sotto il codone, ed il porta targa si trova nei pressi del para-catena in pieno stile Diavel.
Particolari che rendono giustizia a ciò che muove tale mezzo.
Niente "pompone": adesso il M1200 viene mosso da un bicilindrico ma Testastretta, derivato dalla 1198 SBK ma "addolcito" a potenze di 135 cv (base) e 145 cv (versione S).
Propulsore "equo" per i dati dichiarati, con una coppia da 127 Nm erogata attraverso l'innovativa ciclistica che mette in movimento in 182 kg a secco.
Come ogni due ruote di nuova concezione, non manca di certo l'elettronica. Il DRM (Ducati Riding Mode) lavora sulle tre modalità Road, Sport e Race; dove, a secondo dei parametri e dei tempi di risposta da parte del pilota, gestisce all'unisono il controllo di trazione (su otto livelli), il già noto sistema di accelerazione Ride by Wire ed il sistema frenante ABS.
Sarà disponibile al lancio da €13.490 il Monster 1200, €15.990 nella versione S che, oltre alla colorazione rossa, viene proposta in bianco con telaio telaio bronzo (rosso per la versione standard) e cerchi in nero lucido.
Le carte promettono bene ma, se ci sarà l'occasione, vedremo come si comporterà.
Info su www.ducati.it 






venerdì 3 gennaio 2014

People

Pier Francesco Caliari: direttore generale EICMA e rider di natura


Classe 1961, piemontese di nascita e direttore generale di EICMA.
Letto così, sembrerebbe avere a che fare con il solito "colletto bianco". Rigido, pignolo, dall'aspetto serio ed intento al monetizzare.
PFC, fortunatamente, è di tutt'altra pasta.
Ho letto di lui qualche tempo fa su Riders, mensile del direttore Roberto Ungaro e tra le migliori riviste del settore.
Pier è si il direttore della kermesse meneghina che - da un secolo a questa parte - rende il capoluogo lombardo "capitale mondiale delle due ruote", ma un rider nato.
Amante delle cruiser di Milwaukee, possiede qualche modello customizzato e partecipa ad alcuni raduni (come quello tenutosi a Roma lo scorso anno).
Il suo passato lo vide tra i responsabili stampa di Ducati e Juventus, ma non si vanta per niente.
Non ti guarda dall'alto verso il basso. E' disponibile quando può, schietto quando si trova in mezzo agli amici. Non importa se "virtuali" di Facebook o meno: pensa e posta idee ed immagini senza curarsi di qualche maligno.
Lo incontrai in questa edizione di EICMA; era incasinato fino al midollo, ma si concesse un paio di minuti col sottoscritto.
Non è che fu il nostro primo incontro. Con Pier siamo "virtual-friends" da più di un'anno, quando lessi di lui su Riders.
Ogni tanto ci sentiamo, gli chiedo come procedono le battagli tra Confindustria e compagnie assicurative per cercare di concretizzare delle soluzioni allettanti per noi centauri: gli automobilisti sono più avvantaggiati rispetto a noi.
Spiega tutto senza giri di parole e qualcosa si sta muovendo.
Merito suo che, nonostante l'abito d'ufficio, passa nelle vesti di Motociclista (con la M ben in evidenza), i tatuaggi e la voglia di girare su due ruote che contraddistingue noi dai predicatori; perennemente contro questo stile di vita.
Un perfetto "dottor Jekyll e mister Hyde", solo che non ha tendenze omicide.
Auguri Pier! Ricorda che c'è un'amico quaggiù pronto a spedirti una bella cassata siciliana (appena posso).

Ps: metterei la firma per arrivare a 53 anni come lui!




venerdì 20 dicembre 2013

Lifestyles

Road Racing: accesso vietato alle “teste calde”.



North West 200, Ulster GP, Cockstown 100, Tandragee 100 e Macau Grand Prix. Nomi sconosciuti (o meno) che fanno parte di quel “universo” a sé chiamato road racing; gare motociclistiche su strade chiuse al traffico, bandite dal calendario del Motomondiale quasi quarant’anni fa – alcune mai entrate – per motivi di sicurezza.
La branchia è quella del Tourist Trophy con cui condividono alcune assonanze. Manti stradali umidi e differenti dalle piste per aderenza, marciapiedi, muri di cinta, segnaletica stradale e lampioni sparsi per tutto il tracciato, lo stesso che viene percorso con settori da 320 Km/h per alcuni secondi (!). Penserete che tutto ciò sia “folle”, da bandire assolutamente e censurare su qualunque piattaforma mediatica: non è così.
Partecipare a gli eventi del road racing necessita di parecchi requisiti: esperienza (più l’evento vanta prestigio, più viene richiesto un passaporto sportivo corredato di un minimo di presenze e risultati durante la carriera), preparazione fisica e psicologica, tecnica, eccellente conoscenza del mezzo dal punto di vista meccanico (od un buon team) ed il massimo della lucidità. Caratteristiche più che necessarie per portare a termine un solo evento.
Non esiste paragone tra essi ed i loro colleghi che calcano solo l’asfalto della pista. Gli ultimi citati – se abili nel “cascare” – possono permettersi l’azzardo tra una curva e l’altra, spolverandosi la ghiaia di dosso in caso di caduta e riprovando appena possibile: qua no. Tante le morti, pochi gli infortuni permanenti, ancor meno quelli recuperabili e rarissimi i fortunati usciti illesi. Ne sa qualcosa Olie Linsdell, campione 2013 al Classic TT in sella alla meneghina Paton (meriterebbe un capitolo a sé), conosciuto ad EICMA grazie all’amico Tommaso Restelli di MONDOCORSE. Tre settimane di coma, due anni per riprendersi e riscatto con vittoria davanti a nomi noti come i Dunlop (Michael e William) e John McGuinness.


<<È tutto razionale: solo da fuori viene visto come “spericolato”>> viene commentato da Stefano Bonetti (bergamasco, campione italiano salita moto per sette anni e quinto classificato alla NW 200) e Federico Natali (toscano, collaboratore del portale Road Racing Core e pilota di gare su strada e pista). Il feeling è concesso col proprio mezzo purché nei limiti, scongiurando il peggio per guasti meccanici. Freddezza e tenacia vengono usate per la durata di ogni manche, ma – tolto il casco e riposto la moto – i piloti si ritrovano tutti (o quasi) riuniti tra pareri, aneddoti, risate e cibo. Con gli spaghetti che regnano sovrani sul fish and chips (golosi questi anglosassoni).



Foto: Luca Colombara (http://www.roadracingcore.com/it/)

giovedì 19 dicembre 2013

Mercato

Polini: tra competizioni, aviazione e produzione


Un’attività che dura da quasi settant’anni e trascorsa prettamente nel settore delle due ruote nonostante una breve parentesi nell’automobilismo, con uno slogan che fa sempre il suo effetto. Polini Motori, azienda nota tra i giovanissimi e non più, si presenta al nuovo anno con molteplici novità che spaziano persino al di fuori della tradizione stessa.
Il catalogo 2014 mette in mostra più di 5.000 articoli, variando dai componenti base fino al top di gamma “Big Evolution”: ECU, carburatori, variatori, gruppi termici e molto altro per la maggior parte di modelli e necessità; tutto ottimizzato per le fasce presenti.
L’azienda bergamasca non tratta soltanto quella fascia di mercato “tradizionale”, bensì il settore aeronautico e della produzione completa di ciclomotori e motocicli. Nella prima sorprende col realizzare propulsori per parapendii a motore denominati THOR: tributo alla divinità scandinava che sembra portargli fortuna per via dei tre primati mondiali conquistati nel biennio 2012 – 2013 e della notorietà che sta acquisendo all’estero nei paesi in cui viene praticata questa disciplina sportiva.
Per quanto riguarda la produzione di mezzi completi, è stato presentato l’XP 4 50 Street. Versione “minore” del targato XP 125/150, motard adattata all’uso urbano. Mezzo ottimale per gli adolescenti alle prime armi e scuoleguida perché, oltre ad essere munito di forcella idraulica, impianto frenante a disco all’anteriore ed al posteriore, presenta un cambio manuale a quattro rapporti utile per il conseguimento della patente senza restrizioni meccaniche.
Questo è il biglietto da visita dell’azienda bergamasca, la stessa che vanta svariati punti vendita in Italia ed all’estero States inclusi; con un bilancio vendite per l’anno in corso in ripresa per quanto riguarda il mercato oltre il confine, mentre si spera in un “pareggio” per quello nazionale. Ciò non ha costretto la casa italiana ad attuare misure drastiche nel periodo di crisi: nessun esubero o cassaintegrazione è stata attuata, tantomeno trasferire (anche in minima parte) l’azienda fuori dal paese.
La tradizione continua, sempre in Italia e sempre con lo stesso impegno, ma con tecniche di lavorazione sempre all’avanguardia perché, si sa, Polini <<trasforma il meglio in massimo>>.